Archivio per libia

Hostess vs. Escort: 1-1

Posted in 01 - Le due destre e l'islam, 06 - Lybian party con i tag , , , , , , , on 17 novembre 2009 by Lorenzo Declich

Il destino del derby machista sembrava ormai segnato: Gheddafi, all’inizio del secondo tempo, appariva padrone del campo, avendo schierato un altro centinaio di hostess.

E, nonostante Berlusconi gli avesse opposto il proprio lato giullaresco in sede FAO affermando che il libico era un po’ troppo prolisso, nulla era più parso in grado di opporsi ad un finale di gara tutto a favore del cineaico.

Ma mentre scorrevano gli ultimi minuti del tempo regolamentare, e cioé durante il secondo incontro hostess-Muammar, Berlusconi – come riporta l’ANSA – è riuscito rocambolescamente a pareggiare:

“cosa pensa delle feste di villa Certosa e delle polemiche che ne sono seguite?”, ha chiesto una bella ragazza mora, riccia, con un tailleur nero, tacchi vertiginosi. Gheddafi l’ha guardata e ha alzato il dito indice della mano destra portandolo alla bocca in segno di silenzio. (fonte)

Un palese segno di resa, anche se questo è il classico golletto che si subisce perché si gioca in casa.

Quanto a ciò che si sono detti Gheddafi e Berlusconi nell’incontro di ieri sera non lo sa nessuno.

O perlomeno nessuno lo ha riportato.

Doveva essere roba imbarazzante.

Il jihad rivisto e corretto? Non proprio, anzi.

Posted in 06 - Lybian party, 10 - Locale vs globale con i tag , , , , , , , , , on 16 novembre 2009 by Lorenzo Declich

Quando ho letto il titolo sul mio reader ho avuto un sussulto: Continua a leggere…

Hostess vs escort. Primo tempo: 1-0

Posted in 01 - Le due destre e l'islam, 06 - Lybian party con i tag , , , , , , , , on 16 novembre 2009 by Lorenzo Declich

Un volta arrivato a Roma per il vertice FAO,  Moammar Gheddafi, ha ricevuto più di 100 hostess presso la sua residenza in Via Cortina d’Ampezzo.

Il tutto era finalizzato a una sorta di lezione sull’islam e sulla Libia in cui il presidente dell’Unione africana e Re dei Re tradizionali dell’Africa sembra aver cercato di fare proselitismo affermando cose peraltro ben note, e cioè che per l’islam Cristo non morì sulla croce.

Stasera, alle ore 20, Moammar incontrerà Berlusconi a palazzo Chigi. Vediamo se il nostro premier riuscirà a replicare allo sfoggio di potenza maschile. Ne ha di certo la possibilità economica.

Certamente parleranno di donne e motori. E, a margine, di affari.

Mi piacerebbe sapere cosa pensa la Santanché – nota femminista e partigiana dell’islam moderato – di tutto questo. Il suo movimento proprio qualche giorno fa, è confluito nella Casa delle Libertà.

L’allegra compagnia

Posted in 06 - Lybian party, 08 - Consultare chi? con i tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 29 ottobre 2009 by Lorenzo Declich

Ecco cosa leggeva il kamikaze

Posted in 06 - Lybian party con i tag , , , , , , , , on 24 ottobre 2009 by Lorenzo Declich

Ho lasciato intonso il titolo dell’articolo apparso sul Corriere (cronaca di Milano di ieri 23 ottobre) perché mi sembra assolutamente appropriato per questo post anche se forse, alla luce di quanto sto per scrivere, un titolo migliore potrebbe essere “Il kamikaze leggeva”.

Il nostro wannabe-kamikaze, che viveva ai margini della nostra società, andava in biblioteca, in particolare frequentava la biblioteca comunale vicino a casa sua. E questa è una notizia perché, secondo i dati Istat, Mohammed Game faceva parte di quell’esiguo 6,7% della popolazione italiana fra i 35 e i 44 che va in biblioteca almeno una volta l’anno.

Un vero disadattato.

L’articolo ci informa anche sulle letture di Game. Ma questa non mi sembra una notizia perché leggeva cose:

  1. su Gheddafi
  2. di politica mediorientale
  3. sul colonialismo italiano in Libia

Ovvero proprio esattamente quello che ci si aspetta da un immigrato libico.

L’articolo del Corriere, invece, alle letture terroriste di Game da un certo rilievo:

anche la lista dei libri che ha letto potrebbe essere in­teressante, per cercare di rico­struire quale sia stato il percor­so psicologico che lo ha porta­to da un tiepido attaccamento all’islam, all’esaltazione di martire della jihad

Quando si dice “affabulazione”… Segue l’elenco dei libri posseduti dalla biblioteca Harar, cioè quella frequentata da Game, sui tre argomenti succitati:

  1. Gheddafi : una sfida dal deserto / Angelo Del Boca. – Roma (etc.) : Laterza, 1998. – XIX, 372 p. ; 21 cm.
  2. Gli italiani in Libia / Angelo Del Boca. – Roma (ecc.) : Laterza. – v. ; 21 cm.
  3. A Babilonia con Hammurabi / Fiona MacDonald, Gerald Wood. – Firenze : Giunti Marzocco, [1991]. – 35 p. : ill. ; 27 cm. ((Trad. di Elena Mendes.
  4. La costruzione del Medio Oriente / Bernard Lewis. – Roma (etc.) : GLF editori Laterza, 1998. – XI, 229 p. ; 21 cm. ((Trad. di Pier Giovanni Donini.
  5. Cronache mediorientali : il grande inviato di guerra inglese racconta cent’anni di invasioni, tragedie e tradimenti / Robert Fisk ; traduzionedi Enrico Basaglia … [et. al.]. – Milano : il Saggiatore, [2006]. – 1180 p. : c. geogr. ; 23 cm.
  6. Cucine mediorientali / a cura di Carla Coco. – Torino : Sonda, 2000. – 143 p. : ill. ; 17 cm.
  7. No : la seconda guerra irachena e i dubbi dell’Occidente / Lucia Annunziata ; in appendice: La strategia della sicurezza nazionale: i nuovi indirizzi di politica internazionale della Amministrazione Bush. – Roma : Donzelli, [2002]. – XI, 154 p. ; 19 cm.
  8. L’Africa nella coscienza degli italiani : miti, memorie, errori, sconfitte / Angelo Del Boca. – Roma (etc.) : Laterza, 1992. – XV, 486 p.; 21 cm.
  9. Conquistadores, pirati, mercatanti : la saga dell’argento spagnuolo / Carlo M. Cipolla. – Bologna : Il mulino, 1996]. – 83 p., 7] c. di tav., : ill. ; 22 cm.

Boutades (e politica marrone 2.0)

Posted in 01 - Le due destre e l'islam, 04 - Ore e ore di religioni, 06 - Lybian party, 08 - Consultare chi? con i tag , , , , , , , , , on 19 ottobre 2009 by Lorenzo Declich

Sull’ora di religione islamica le hanno dette tutte: sì, no, forse, sì ma d’Alema è un buffone, no ma Fini è comunista etc. Il ché dimostra che tutta questa faccenda era una boutade destinata alla politica e non all’Italia (tantomeno ai musulmani in Italia). Continua a leggere…

Politica marrone

Posted in 06 - Lybian party con i tag , , , , on 17 ottobre 2009 by Lorenzo Declich

Il nostro Ministro degli interni ha una spiccata verve polemica, un certo cipiglio.

Spesso usa figure retoriche, strategie comunicative. Fra di esse c’è il “giochetto delle ipocrisie” che consiste essenzialmente nel dire: “sei più ipocrita di me, quindi ho ragione io” o anche “sono tutti ipocriti, proprio a me chiedi coerenza?”

A volte questo giochetto gli funziona male e il risultato è esilarante.

Ieri, 16 ottobre, era a un convegno sulla sicurezza urbana in provincia di Pordenone. Ecco come ha spiegato perché lui ritiene che in Libia non siano violati i diritti umani:

L’obiezione cade quando si scopre non solo che la Libia fa parte delle Nazioni Unite ma addirittura che l’attuale Presidente dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite e’ un ambasciatore libico. Come si fa, quindi, ad affermare che la Libia non rispetta i diritti umani e nello stesso tempo accettare un rappresentante di questo Paese come presidente dell’assemblea che deve garantire questi diritti?

In altre parole i diritti umani in Libia sono rispettati perché la Libia fa parte dell’ONU e un suo ambasciatore è un’alta carica dell’ONU dallo scorso 15 settembre.

E’ come dire che in un ristorante si mangia bene perché sul menu compaiono ottime ricette*.

Ma torniamo a bomba. La cosa si fa esilarante perché il Ministro afferma:

Io sono stato alcune volte in Libia e una volta ho temuto per la mia incolumita’, quando un giorno entrando nel ministero dell’Interno, sono rimasto bloccato per 45 minuti nell’ascensore e ho pensato che qualcuno volesse… Quando sono uscito, il ministro libico mi ha addirittura preso in giro dicendomi che l’ascensore era di fabbricazione italiana

Chissà se in quei momenti Maroni diceva fra sé e sé: “Be’, la Libia è all’ONU… mica mi faranno niente”.

La grandiosa gag si conclude in questo modo:

In Libia ho visitato i campi dove vengono trattenuti i clandestini e li ho visti anche in altri paesi europei e se devo essere sincero, non mi e’ sembrato che i campi libici siano meno attrezzati di quelli di alcuni paesi europei.

Aridaje. E’ come dire che se in Europa violano i diritti umani non bisogna preoccuparsi dei diritti umani che si violano in Libia.

Non fa ridere? A me tantissimo.

p.s. Intanto Matteo Mecacci, deputato radical-democratico e membro della Commissione Esteri, Relatore OSCE su Democrazia, Diritti Umani e questioni umanitarie chiede lumi sulla festicciola di ieri. La cosa però non fa molto ridere.

* Ministro, te la spiego bene. Siamo noi che chiediamo a te una risposta su questo tema. Non sei tu che devi fare la domanda a noi. O no? A meno che tu non sia davvero solidale e d’accordo con la Libia e l’attuale Presidente dell’Assemblea Generale e su questo abbiamo qualche indizio: sempre parlando di diritti umani, lo scorso 23 settembre, Ali al-Treki affermava le cose seguenti in merito all’omosessualità:

It is not acceptable in the majority of the world. And there are some countries that allow that, thinking it is a kind of democracy … I think it is not (fonte)

Ricevendo grosse critiche, come è ovvio immaginare, ma non da te che anzi, a giudicare da come si comporta il tuo partito in parlamento e fuori, dovresti essere un po’ d’accordo con  lui.

Lybian party

Posted in 06 - Lybian party con i tag , , , , , on 16 ottobre 2009 by Lorenzo Declich

Ricapitolando:

  1. i terroristi libici inesplosi in Italia fanno 1 ferito e permettono di scatenare un gran vespaio a beneficio della destra italiana;
  2. le finanziarie di Gheddafi fanno volare la Juve e mantengono in vita altre aziende torinesi;

Abbiamo un rapporto fantastico con la Libia, abbiamo un Trattato di amicizia italo-libico. Loro ci tengono i rifugiati che vorrebbero venire da noi. Ce li torturano prima che arrivino da noi. E noi, con riconoscenza, gli costruiamo muri elettronici anticlandestino, come riporta Nigrizia:

Finmeccanica firma un accordo del valore di 300 milioni di euro, per la realizzazione di un grande sistema di protezione e sicurezza dei confini libici, in particolare quelli che guardano verso Niger, Ciad e Sudan da dove arriva il grosso dei migranti dall’africa subsahariana. La sicurezza dei confini sarà dunque affidata a sensori elettronici e Finmeccanica, in un comunicato, specifica che «la prima tranche di 150 milioni di euro è già operativa» e che Selex «addestrerà gli operatori, i manutentori ed assicurerà le opere civili necessarie» (fonte).

Fantastico. E domani, alle 12,45, a Palazzo Chigi, il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi incontrerà:

il Primo Ministro della Gran Giamahiria Araba Libica Popolare Socialista, Al Bagdadi Ali’ Al Mahmoudi (fonte).

Che bello. Ricordatevi:

I fotografi e gli operatori televisivi interessati a seguire l’evento, dovranno inviare un’apposita richiesta di accredito, completa di tutti i loro dati anagrafici, e su carta intestata, entro e non oltre le ore 20,00 di oggi 15 ottobre, al seguente numero di fax: 06-67795441.

Non mancate!

Italian vespaio: the receipt

Posted in 01 - Le due destre e l'islam, 06 - Lybian party, 07 - Doppio velo con i tag , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on 15 ottobre 2009 by Lorenzo Declich

Prendi la triste storia di un disadattato libico inesploso, le vicende di qualche decina di donne coperte in volto, una proposta di legge ad gruppettum (perché di questo si tratta) e mettili in una puntata di Porta a Porta, avendo cura di versare nel composto un cucchiaio di titolatura terrorizzante e del videogiornalismo impreciso quanto basta. Continua a leggere…

Libici

Posted in 06 - Lybian party con i tag , , , , , , on 14 ottobre 2009 by Lorenzo Declich

Sono due i libici che nelle ultime ore hanno ricevuto attenzioni dai media nazionali: Mohammed Game e Khaled Fareq Zentuti

Il primo ha cercato di farsi esplodere senza riuscirci di fronte alla caserma Santa Barbara. Il ritratto più verosimile che la stampa ne ha dato è quello di un disadattato che si mette insieme ad altri disadattati per organizzare un qualcosa che nelle loro intenzioni sarà gigantesco ma che poi si rivela microscopico e quasi imbarazzante nella sua improvvisazione: l’attentato ha provocato un ferito*.

Il secondo è un rappresentante della Libyan Arab Foreign Investment Company (Lafico), la finanziaria di Gheddafi, che detiene il 7,5% del pacchetto azionario della Juventus. Ieri si è saputo che Zentuti farà parte del Cda della vecchia signora e Lastampa.it lo descrive come un uomo alto e dai capelli chiari. Sembra anche che sia sinceramente juventino.

Complessivamente abbiamo fortuna coi libici.

* Antonio Manganelli, il capo della polizia, dice: “L’integrazione può servire ad evitare fatti come quelli di Milano, compiuti anche da immigrati di seconda generazione, perfino integrati nel mondo occidentale, ma evidentemente non ancora pronti ad essere assorbiti nella nostra cultura”. Comunque sia, per alcune ore, durante quel regno di mezzo in cui ancora non si conoscono i contorni delle vicende, si è dato fiato a trombe e buccine.  In quelle ore ho cercato di capire che cosa gli inquirenti avessero trovato di compromettente per concludere che esisteva una vera e propria “cellula terroristica”. Si è parlato di 40 chili di esplosivo, di cento chili di esplosivo, di 40 chili di esplosivo capaci di uccidere cento persone, di 100 chili di nitrato di ammonio. Alcuni hanno scritto direttamente “100 chili di nitrato”, che non vuol dire niente. Alla fine sembra che i chili di nitrato di ammonio fossero 120.