Archivio per ora di religione

Crocifisso?

Posted in 04 - Ore e ore di religioni con i tag , , , , , , , on 19 novembre 2009 by darmius

Gesù è davvero morto sulla croce? In questa domanda è racchiuso il punto “cruciale” dell’incompatibilità teologica fra islam e cristianesimo.

Tutto il resto, di cui si riempiono le bocche in molti, è aria fritta: islam maschilista e violento vs cristianesimo femminista (!) e pacifista (!), islam intollerante vs ebraismo tollerante (!)…

Per dirla in 9 secondi: si tratta di aspetti e/o atteggiamenti culturali riferibili a delle società piuttosto che a delle religioni, le quali ultime – non si smetterà mai di dirlo – sono monoteiste ma non monolitiche, ed anzi hanno tutte la capacità di assorbire e riflettere le culture delle differenti società nelle quali vengono professate.

Ma Gesù è veramente morto sulla croce?

La risposta a questa domanda distingue il cristianesimo dall’ebraismo e dall’islam (cfr. ad es. Corano: IV 157).

Come si sa l’islam riconosce Gesù come profeta ma non come figlio di dio o persona trinitaria, e quindi non ne ammette la morte sulla croce e la resurrezione, ma solo l’ascensione (per inciso su tali questioni cristologiche anche la chiesa cristiana si divise spesso in tempi antichi).

Ed è proprio per questo che la croce, anzi il crocifisso, con tanto di raffigurazione plastica dell’esatto momento della morte di Gesù (un’immagine che per altro oltrepassa i limiti e i tabù di qualsiasi fascia protetta), posto in luoghi pubblici che per definizione dovrebbero essere laici, potrebbe dare fastidio ai non cristiani e ai musulmani in particolare.

Un’icona della Vergine con bambino o anche la raffigurazione di un Cristo Pantokrator, un pesce o ancor meglio un’Ascensione, molto probabilmente non provocherebbero la stessa reazione, al contrario sarebbero non tanto “islamicamente corrette”, ma soprattutto immagini iconograficamente positive: è più “positiva” una madre con bimbo che un torturato moribondo (ma vi sono implicazioni teologiche).

Detto questo, restano le seguenti domande: quando è nato in Italia l’uso di porre un crocifisso nei luoghi pubblici? A che scopo (apotropaico, beneaugurante o cosa)? E soprattutto: perché il crocifisso e non per l’appunto una Madonna con bambino, come invece si faceva sopra il letto matrimoniale?

Quest’ultima domanda nasconde una sottigliezza importante per chi voglia tentare di darmi una risposta: la distinzione iconologica fra semplice croce e crocifisso.

Comunque: alla prima domanda risponde (male) wikipedia.

La seconda potrebbe trovare risposta nei volumi di Clara Gallini: “Croce e delizia. Usi abusi e disusi di un simbolo”, Torino, Bollati Boringhieri 2007, e “Il ritorno delle croci”, Manifestolibri 2009, (ma non li ho letti).

Per la terza non saprei proprio a chi rivolgermi.

In ogni caso sembra che tale pratica non possa essere anteriore alla nascita dello Stato Italiano (1859-1861). Dunque, una “tradizione” su cui si può discutere, avendo radici non proprio profondissime…

D.

Bastava poco…

Posted in 04 - Ore e ore di religioni con i tag , , , , , on 27 ottobre 2009 by Lorenzo Declich

Nel mare di invettive e interventi gridati riguardo all’ora di religione islamica o non, ecco levarsi la voce ragionevole di Gian Enrico Rusconi (mi dispaccio di  non aver intercettato subito il suo articolo dal titolo L’Islam e l’identità nazionale).

E sapete perché? Perché si interroga sull’argomento partendo da un’analisi dei rapporti fra cattolici e laici in Italia.

Che è il vero problema.

Bene. Non sono d’accordissimo su tutti i punti con Rusconi, ma non importa: ora che ho trovato l’appiglio passo finalmente alla proposta. Che essenzialmente consiste:

  1. nel sostituire la parola “religione” con la parola “spiritualità”;
  2. nell’eliminare ufficialmente qualsiasi relazione fra la dicitura “ora di spiritualità” e una religione qualsiasi.

L’ora di spiritualità a scuola. Configurabile in base alle esigenze/aspirazioni delle comunità ma con alcuni punti comuni per tutti.

Persone appartenenti ad una religione e anche rappresentanti di quella che potremmo chiamare “etica e morale laica” che si avvicendano in classe durante l’anno scolastico per parlare di quello a cui credono, delle loro tensioni ideali e/o mistiche, dei loro percorsi di vita etc*.

Questo sì che potrebbe (forse) servire ai ragazzi della scuola italiana. Che di spiritualità in giro non ne vedono granché, mentre di religione ne vedono fin troppa.

E poi chi vuole approfondire faccia pure. In chiesa, in moschea, in sinagoga, nell’ashram, presso la sezione di un partito o la sede di un’associazione.

* Per il rotto della cuffia ci rientrerebbe anche un’ora di mistica fascista. Sempre che si riesca a trovare un vero mistico fascista ancora in vita che ci possa raccontare quello che gli passa per la testa.

Incongruenze di Stato

Posted in 08 - Consultare chi?, 09 - Concordare cosa? con i tag , , , , , , , , , , , on 27 ottobre 2009 by Lorenzo Declich

Visto che Frattini da un po’ i numeri è necessario descrivere le cose come stanno. Perché sul sito del Ministero degli Interni è tutto molto chiaro. Continua a leggere…

Concordiamo?

Posted in 01 - Le due destre e l'islam, 09 - Concordare cosa? con i tag , , , , , , , , , , , , , , , on 27 ottobre 2009 by Lorenzo Declich

Riassumendo. Si è partiti con un “lancio” di Faretuturo e Italianieuropei sull’ora di islam a scuola.

Dopo qualche ora di stasi sono partiti i “sì” e i “no”.

Col passare dei giorni si è arrivati alle invettive, anche grazie all’innesto della vicenda del libico malespoloso.

Dopodiché è arrivato Fini – uomo di destra – che ha sparigliato parlando di “dialogo necessario” e riattivando la questione “voto agli immigrati”.

Nel mezzo si è straparlato di “che cos’è l’islam”, della sua “natura” etc. Fra le frasi più insensate pronunciate in merito a quest’ultimo argomento c’è quella di Magdi Cristiano Allam.

In questo contesto, ieri 26 ottobre, l’agenzia APCOM batte la notizia secondo cui:

Per Frattini sarebbe il momento di pensare alla definizione di un vero e proprio “concordato” con l’Islam, sul modello del nuovo concordato Stato-Chiesa Cattolica firmato 25 anni fa da Craxi col Vaticano (fonte).

Il nostro Ministro degli Esteri argomenta che l’ora di religione islamica avrebbe senso solo dopo la firma di questo concordato.

E, dicendo questo, farà probabilmente  arrabbiare tutti gli appartenenti a quelle confessioni religiose che si sono dovute adattare alla firma di un’Intesa con lo Stato Italiano, che è cosa ben diversa da un Concordato. Fra di esse ci sono anche quella protestante ed ebraica che sono presenti sul territorio italiano da centinaia, migliaia di anni.

Fra l’altro continua a latitare la questione del milione e centomila cristiani ortodossi che vivono in Italia. Che, come i musulmani, non hanno ancora neanche fatto un’Intesa, anche se i secondi, grazie all’allora Ministro dell’Interno Pisanu, hanno una Consulta per l’islam italiano.

Frattini, insomma, se ne esce a sproposito.

L’islam a scuola secondo l’espertissimo Ceronetti

Posted in 01 - Le due destre e l'islam, 02 - Scomposte invettive, 04 - Ore e ore di religioni con i tag , , , , , , , , , on 26 ottobre 2009 by Lorenzo Declich

Dopo il divertentissimo intervento di Vittorio Messori, ecco affacciarsi al tema “islam” un altro Grande Esperto, l’ottantaduenne Guido Ceronetti, che dalle colonne di un autorevole giornale nazionale (ci scrive, ad esempio, l’ormai stanchissimo Igor Manlio Manzella) ci fa la sua Lezione:

l’Islam non è assimilabile né modificabile. Quel che è avvenuto nel tremendo dogmatismo cristiano medievale rotto dalla Riforma e inoltre dopo tre secoli di miracolosa filologia critica biblica incessante non ha neppure sfiorato la grande Muraglia coranica, e adesso abbiamo anche il confronto radicale con una guerra santa senza frontiere

E fin qui siamo a una variante del messorismo, sembra. Che poi – come ho fatto notare altrove – è a sua volta una variante del pensiero, assai più articolato, di Bin Laden e George W. Bush.

Tralascio l’esamina di un buon numero di altre imprecisioni e stupidate per venire al punto che più mi preme. Dice Ceronetti:

l’ora scolastica islamica azzererebbe (o renderebbe relativa) la sovranità statale assoluta su tanti frammentini di territorio pubblico quante sono le aule destinate a ospitarla. Nell’idea coranica di comunità religiosa – se non erro -, la umma, il popolo dei credenti, come ogni asfalto o tappeto di preghiera, a maggior ragione ogni aula dove s’impartiscano a un pezzetto di umma lezioni di Libro Sacro (il Kitàb) diventerebbe dar-al-islam, Casa di Islam (tradotto solitamente terra d’Islam, ma nel fondo rimane sempre il senso primario di casa propria, porzione, porziuncola del popolo credente).

E poiché è lo stesso Ceronetti a dire:

Esaminandola in base al diritto religioso islamico la faccenda potrà, credo, essere chiarita meglio, e suggerisco di consultarlo prima di compiere passi incauti …

Io esaminerò – in 30 secondi – quando ha scritto lui:

  1. nel corano non esiste il concetto di dar al-islam. La sua elaborazione è  di molto posteriore;
  2. l’idea che ogni tappeto di preghiera, pezzo d’asfalto, aula possa diventare dar al-islam è tutta di Ceronetti. O forse la condivide a mia insaputa con Ayman al-Zawahiri&friends.

Che bello parlare a vanvera, Ceronetti. Peccato, però: l’idea dell’ora pagana non era male.

p.s. Precisazioni e links:

  1. il corano è la umm al-kitab, ossia la Madre del Libro (spingete qui se la cosa vi interessa), non tanto il kitab, cioè “il libro” e basta, come scrive Ceronetti.
  2. dar significa principalmente “edificio/luogo deputato a…”  (premete qui per un approfondimento).

The Messori legacy

Posted in 01 - Le due destre e l'islam, 02 - Scomposte invettive con i tag , , , on 21 ottobre 2009 by Lorenzo Declich

Puntata precedente: Messori dimostra di essere in guerra con l’islam (e con lui Il Giornale, che si scopre entusiasticamente messoriano). Poiché costruisce il proprio discorso attorno a un buon numero di nozioni imprecise e/o sbagliate (in buona o cattiva fede non importa) lo scopriamo profondamente disinformato. E, fra le righe razzista, lo troviamo incontestabilmente erroneo.

Ultima puntata: la chiosa del suo articolo. Visto che i musulmani nelle classi italiane sono ancora pochi – dice Messori – li si dovrebbe riunire insieme per fargli l’ora di islam. E quindi si riprodurrebbe:

la madrassa, la scuola coranica, che esige che i credenti in Allah stiano unicamente con altri credenti.

Mmm.

  1. madrasa, con una esse sola. Come musulmani, non mussulmani.
  2. la parola significa “scuola” e basta. Ma, in ogni caso, la scuola coranica è un’altra cosa. La chiamiamo così perché le scuole che, nell’islam precoloniale (quello che ancora non era imploso), insegnavano a leggere e a scrivere, usavano il corano come “libro di testo”. Al di là delle lunghe specifiche che dovrei fare qui, ma non posso, l’ora di religione islamica NON riprodurrebbe una scuola coranica. Nemmeno per sbaglio, perché una scuola coranica è in grande misura alternativa a una scuola pubblica, è la scuola che esisteva nel mondo islamico prima degli stati nazionali così come li conosciamo oggi.
  3. La frase: “la scuola coranica esige che i credenti di Allah stiano unicamente con altri credenti” non è documentata, è falsa.

Eccoci in dirittura d’arrivo e quindi vi invito a leggere l’invettiva finale di Messori, che riporto integralmente, alla luce di ciò che ieri e oggi sono andato scrivendo su di lui. Vedrete, sarà divertentissimo:

Stretti in comunità, a cura della nostra Repubblica, chi farà loro lezione? E che gli si insegnerà? Gli ingenui, o insipienti, promotori della proposta si cullano forse nel mito di un «Islam moderato», pensano che esistano schiere di intellettuali musulmani «laici, pluralisti, democratici», pronti ad affrontare concorsi per cattedre di Islam «corretto»?
Ignorano che incorrerebbe in una fatwa di morte il muslìm che presentasse la sua religione come una verità tra le altre? Non sanno che relativismo e neutralità religiosa sono frutti dell’illuminismo europeo, ma bestemmie per il credente coranico? Ignorano che l’anno islamico inizia da Maometto e che il tempo e il mondo sono solo del suo Allah? Non sanno che è impensabile il concetto stesso di «storia delle religioni» per chi è convinto che c’è una sola fede e le altre sono o incomplete o menzognere?

Spunto finale. Qui entro in ballo personalmente:

I politici pensano, allora, di affidare le «ore di Islam» a non islamici, di far spiegare il Corano — in modo «laico e neutrale» — a chi non lo crede la Parola eterna e immutabile di Dio?

Fossi un assicuratore, mai stipulerei una polizza sulla vita per simili, improbabili, introvabili docenti. Se l’insegnamento nelle istituende «madrasse della Repubblica italiana» differisse anche di poco da quello delle moschee, l’esplosione di violenza sarebbe inevitabile.

Sì, è vero, sono improbabile. Colpa dell’Università italiana. Ma non introvabile (eccomi qua, ho anche vari amici). E soprattutto: non sono d’accordo con l’ora di religione.

Di qualsiasi religione, Messori, anche la tua.

p.s. muslim, non muslìm. Non ci provare Vitto’.

L’ora di religione islamica? Un’idea cecena

Posted in 04 - Ore e ore di religioni con i tag , , , , , , , , , , , , on 21 ottobre 2009 by Lorenzo Declich

La notizia è molto vecchia.  Del 13 gennaio 2005. L’agenzia che la riporta è AsiaNews, l’agenzia di stampa del Pontificio Istituto Missioni Estere per l’Asia.

La riporto per intero perché sembra venire da un mondo parallelo, sembra che Urso e Farefuturo abbiano clonato l’idea a distanza di 4 anni:

Alleroi (Asianews) – Combattere il terrorismo alle  radici. Con questo scopo il governo ceceno ha introdotto nei programmi scolastici, da questa settimana, un corso di “Fondamenti dell’islam”. Il presidente della Repubblica cecena, Alu Alchanov, ha dichiarato che l’insegnamento delle basi dell’islam è molto importante per difendere i giovani dal terrorismo, che si maschera dietro gli “slogan di estremismo religioso”. “I terroristi – ha detto il presidente durante la cerimonia di apertura di una scuola nel villaggio di Alleroi – cercano di distorcere l’islam per i propri fini, mentre questo professa la pace e la tolleranza verso le altre religioni”.

Alchanov ha spiegato che la conoscenza delle basi dell’islam è “necessaria” fin dall’adolescenza, affinché i giovani non “devino verso posizioni fondamentaliste”. Il presidente ha sottolineato che il governo presterà d’ora in poi particolare attenzione alle nuove generazioni, dalle quali “dipende il futuro della Cecenia e la sua reale ripresa”. (fonte)

Spettacolare, no? Questi se dicono una cosa la fanno, ed anzi rilanciano. A 4 anni di distanza (notizia del 22 agosto 2009), apre l’Università islamica russa du Grozny.

L’università di Grozny nasce su diretta iniziativa di Kadyrov tramite la Chechen Spiritual Governance for Muslims. Tra i centri di cultura islamica coinvolti nella realizzazione dei corsi figurano anche l’Università Al-Azhar del Cairo e Abu-Nour di Damasco.  Insieme ai corsi di cultura e dottrina musulmana gli studenti studieranno anche materie insegnate nelle università pubbliche del Paese: russo, ceceno e inglese oltre a sociologia, scienza della politica e filosofia.

Cecenia mon amour, mio caro Urso. Alla cerimonia di apertura della Kunta-haji University, Vladimir Putin attraverso un videomessaggio dice che:

Ci sono tre milioni di musulmani nel nostro Paese e tutti loro considerano la Russia come la loro casa, la loro madrepatria e noi diamo il benvenuto al recupero delle tradizioni islamiche”.

Mentre il presidente ceceno Ramzan Kadyrov annuncia:

un futuro per il Paese senza l’influenza dell’islam wahabita e dell’estremismo.

Altro che Urso, Maroni, Messori & co. In Cecenia stanno avanti. Di almeno 6 anni.

Vittorio Messori Superstar

Posted in 01 - Le due destre e l'islam, 02 - Scomposte invettive con i tag , , , , , on 20 ottobre 2009 by Lorenzo Declich

Fra le invettive lanciate attorno alla questione dell’ora di religione islamica spicca quella di Vittorio Messori che, sul Corriere di ieri, esce con un articolo dal titolo: L’idea (disastrosa) dell’ora di Islam e il rischio della scuola coranica.

L’articolo parte colto. Nel senso che cita Voltaire e Rousseau per criticare la smania di istituire “ore di qualcosa” quando c’è un problema.

Noi italiani che, dice Messori, siamo un po’ da libro Cuore, questa smania la edulcoriamo… e fin qui, direi, c’è poco da dire, nel senso che secondo me quello menzionato non è il problema ma se vuoi esprimere questa opinione fai pure. Viviamo in libertà.

I problemi – ovviamente – arrivano quando si parla di islam perché lì il colto Messori inizia ad accorciare il passo, fino ad arrivare al caricaturale, al luogo comune, e infine scivolare nell’invettiva pura.

Seguiamo passo per passo la caduta:

  1. Messori pensa che “l’Occidente per l’islamismo si rivelerà una trappola mortale”.
  2. Dice che “I nostri valori e, più ancora, i nostri vizi, corroderanno e, alla fine, faranno implodere” l’islam.
  3. Infatti l’islam è “una fede il cui Testo fondante non è per nulla in grado di affrontare la critica cui sono state sottoposte le Scritture ebraico-cristiane”.
  4. L’islam è “una fede che, in 1400 anni, non è mai riuscita ad uscire durevolmente dalle zone attorno ai tropici, essendo una Legge nata per remote organizzazioni tribali”.
  5. Ma ecco che arriva il Maroni style: “una fede che, priva di clero e di un’organizzazione unitaria, impossibilitata a interpretare il Corano — da applicare sempre e solo alla lettera — è incapace di affrontare le sfide della modernità e deve rinserrarsi dietro le sue mura, tentando di esorcizzare la paura con l’aggressività.”
  6. Morale della favola: “panini al prosciutto, vini e liquori, minigonne e bikini, promiscuità sessuale, pornografia, aborti liberi e gratuiti, «orgogli» omosessuali, persino la convivenza con cani e gatti, esseri impuri, e tutto ciò di cui è fatto il nostro mondo — nel bene e nel male — farà sì che chi si credeva conquistatore si ritroverà conquistato”.

Allora, punto per punto.

  1. Secondo Messori siamo in guerra contro l’islam e alla fine vinceremo. Questo concetto non è scontato, Messori. Io non sono d’accordo con te. Tu invece sembri essere d’accordo con Bin Laden, George W. Bush e compagnia.
  2. l’implosione di cui parla Messori è già avvenuta, da molto tempo. Il fondamentalismo è uno dei frutti di quell’implosione. Essa, a differenza di quel che pensa Messori, non ha generato un dissolvimento ma un mutamento, una trasfigurazione. Islam globalizzato, Oliver Roy. Non è neanche tanto nuova come teoria.  In ogni caso per vedere come si fa a godere di tutti i vizi dell’Occidente in un paese islamico basta vedere dove e come vivono un buon numero di principi sauditi.
  3. cosa c’entra il  “testo fondante” adesso? Fra l’altro il corano, per i musulmani, non ha lo stesso valore del vangelo per i cristiani etc. Infatti ha un altro uso. E’ un oggetto diverso (e comunque sulla critica storica al corano e in generale al discorso religioso si veda tutta l’opera di Nasr Abu Zayd. Tedioso ma interessante)
  4. E arriviamo al razzismo puro e alle bugie. La prima frase, quella riguardante i tropici, è semplicemente falsa. La seconda, quella riguardante la Legge è razzista nei confronti di dignitosissime organizzazioni tribali, seppur remote, che hanno il diritto e forse l’orgoglio di darsi le leggi che più gli garbano. Inoltre quella Legge con la maiuscola è uno dei pilastri su cui si è strutturata e articolata una civiltà colta e raffinata come quella islamica che Messori, evidentemente non conosce neanche di striscio.
  5. Ne desumiamo che l’Occidente è forte perché dotato di clero. Grandioso. Messori ignora che sta parlando per grosse approssimazioni. Sono talmente grosse che inficiano completamente il suo ragionamento. Con una approssimazione molto minore: una buona parte di musulmani, gli sciiti, hanno quello che sommariamente potremmo assimilare a un clero. Quasi tutti gli altri hanno delle scuole di pensiero. Queste scuole sono 4, sono pluricentenarie, hanno le loro autorità e la loro autorevolezza. Centinaia di milioni di persone seguono le tradizioni di queste scuole. Non è che uno si alza la mattina, dice la sua scemenza tipo “Dio è giallorosso” e gli altri fanno “ok, potresti avere ragione”… Certo ci sono i wahhabiti, ma su questo mi allungherei troppo.
  6. Conferma: Messori pensa che i musulmani siano conquistatori.

Uf… che fatica Messori! La prossima volta fatti furbo: rimani su Rousseau, Voltaire e De Amicis che su quelli andavi forte.

p.s. C’è una seconda puntata perché ho già di gran lunga superato i 30 secondi x post che mi sono autoconcesso.

Scomposte invettive

Posted in 01 - Le due destre e l'islam, 02 - Scomposte invettive con i tag , , , , , , , , , on 20 ottobre 2009 by Lorenzo Declich

Ancora tantissime le reazioni alla proposta Urso. Fra di esse il genere “invettiva” va per la maggiore.

Ad esempio c’è l’opinione di A’isha Farina, seconda moglie del famoso “imam di Carmagnola” che, dopo aver partecipato a diverse trasmissioni di Bruno Vespa, ha seguito suo marito in Senegal e da lì scrive i suoi post che vengono spesso censurati.

Si scaglia sostanzialmente con le femministe, ma non sappiamo se si riferisce alla Santanchè.

Poi c’è un Longobardo tiratore che se la prende con Allogeni e Relativisti.

Divertentissimo. Cito solo un brano, tanto per mettervi di buon umore:

Sia chiaro, anche io voglio spazzar via la Chiesa, ma non certo per gli stessi motivi dei sinistrorsi; io vedo nella Chiesa una meretrice semita estranea all’Europa, mentre loro ci vedono un ostacolo oscurantista lungo la strada del progresso (fonte).

Quelli di Casa Pound, attraverso la redazione ternana del loro organo, Voce della Fogna (luogo in cui i fascisti tornano di spontanea volontà, deduco) e per bocca del loro Presidente Gianluca Iannone, fa invece la sua provocazionucola che suona più o meno come “e allora facciamo anche l’ora di mistica fascista”:

L’ora di mistica fascista avrebbe il vantaggio di suonare assai meno ‘esotica’ agli italiani rispetto all’ora di Islam, nonché di essere maggiormente ancorata ai destini e al bene della nazione rispetto all’ora di religione cattolica (fonte).

Roba forte. Roba centrata sul problema.

Boutades (e politica marrone 2.0)

Posted in 01 - Le due destre e l'islam, 04 - Ore e ore di religioni, 06 - Lybian party, 08 - Consultare chi? con i tag , , , , , , , , , on 19 ottobre 2009 by Lorenzo Declich

Sull’ora di religione islamica le hanno dette tutte: sì, no, forse, sì ma d’Alema è un buffone, no ma Fini è comunista etc. Il ché dimostra che tutta questa faccenda era una boutade destinata alla politica e non all’Italia (tantomeno ai musulmani in Italia). Continua a leggere…

Ho trovato lavoro

Posted in 01 - Le due destre e l'islam, 04 - Ore e ore di religioni con i tag , , , , , , , , , on 17 ottobre 2009 by Lorenzo Declich

Geniale. Urso, per evitare le scuole coraniche, vuole introdurre un’ora di religione islamica.

Come riporta Trocino sul Corriere, gli insegnan­ti:

Dovreb­bero essere docenti ricono­sciuti, italiani che parlano in italiano. Al limite anche imam, a patto che abbiano i requisiti e che siano registrati in un apposito albo. Stiamo parlando di insegnanti reclu­tati con criteri pubblici.

Bene, stavolta ce le ho tutte, tranne il fatto di essere un imam il ché, mi sembra, non è necessario.

Vediamo se mi chiamano a fare l’ora di religione.

p.s. Ma perché non facciamo anche l’ora di religione ortodossa? Come si notava l’altra volta , infatti, gli ortodossi in Italia sono più o meno tanti quanto i musulmani. O nel loro caso si pensava ad un assorbimento completo? Certo che un’occhiatina alle statistiche questi di farefuturoitalianieuropei la potrebbero dare, ogni tanto. Sono fondazioni, mica circoli ricreativi.

p.p.s. avete mai notato che Farefuturo e Italianieuropei sono tuttiattaccati? Un po’ come Vaffanculo. Sarà un’operazione di marketing.